mercoledì 21 giugno 2017

Nei giardini



 [fonte]

 
A goder le passeggiate,
nei viali ombrati a rezzo,
del parco Buttes-Chaumont,
o a costa, nel Lucò, della fontana,
(oziose l’ore, strascinate),
s’arguisce del pennello,
il fu leggiadro di Rohmer,
che vi pinse gli acquerelli
della lieve nouvelle vague.

***

Nel lago sormontato
dal Tempio d’Alphand
- di prassi un pescatore
è umbratile nell’ansa
e l’anatre frantuma
l’olmo e la shopora -
si specchia la Sibilla
grazie a saggia dinamite,
all’uso di Haussmann.

***

Alla vasca dei Medici,
(Aci è nell’edicola
cui la firma appose Ottin),
ai platani rinfresca
l’ardente voluttà;
perpetuo pastore  
scolpito nel nicchione
prima di, fonte,
l’infondersi a mare.

Lucò: licenza (I giardini del Lussemburgo - jardin du Luxembourg – sono familiarmente chiamati “Luco”)

domenica 18 giugno 2017

Lankenauta




Il 10 giugno 2017 è stata pubblicata su Lankenauta la recensione di Wunderkammer, a firma Ettore Fobo. Grazie di cuore!

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mercoledì 7 giugno 2017

Alternanze



 
Dal nido l'uccelletti
dipartono e l'ormeggi
il moribondo ritira
nei giorni turbolenti,
d’incessante staffetta
fra tempeste e calura;
altri dice della breve alba,
o pregna l‘alzata Selene,
a tacere feriti sui campi,
le gestanti a chetare.

E’ tutto il tramontare,
lo sconquasso di trasfondersi,
l’uno nel suo opposto,
che abbrivida e impiccia,
che scuote l’indeciso.


(Grazie a mio padre, Antonio, per l’imbeccata)

lunedì 5 giugno 2017

A Bogdan



[fotografia di Antonio Lillo]

 
Impensate le nevi,
Bogdan, ti fiutano,
nari e segugi dell’Est,
compagne dal Giorno
di Dio a vagheggiare
l’attesa tua schiusa.

Sono fiocchi morbosi,
improvvidi bruciano,
s’accalcano all’uscio
gelando la vite, i fiori
tutti e l’erbe acquaiole,
nell’algida loro effusione.

Imprigionali, tu,
nel libro racchiuso
in un libro rinchiuso
in un libro che sfoglio;
timido volto le pagine
in fine peccio di Serbia.

mercoledì 24 maggio 2017

Il Convivio



Wunderkammer è segnalato sulla rivista "Il Convivio", Trimestrale di Poesia Arte e Cultura dell'Accademia Internazionale "Il Convivio". Grazie di cuore!

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lunedì 22 maggio 2017

Frammenti dal Delta




E’ terra senz’ombre,
fuori dalle case, dai bar,
dall’ellissi degli ombrelli,
cerchi giusti nel meriggio
e l’ombre calde dei cappelli.

Ambulanti merciai,
trirote solitari, biciclette,
nella Val Pega infuocata,
conosciuta piatta trama 
l’ordito è d’orizzonti.

All’isola Camerini, da Forti,
a braccia nervose, a mani
che ruzzano i remi e mai
distolgono all’occhio la riva;
il timone è l’alternare.

Piano siedono carcasse,
in bilico, mezze  palafitte,
mezze catapecchie, vestigia
d’osterie che tesero reti
col bompresso nel fiume.

Il cinema all’aperto di Pila,
ceduo, divenne interminato;
presso il delta, ch’è salmastra,
l’aria minò alle tavole di cinta
i chiodi. Il legno sputò i nodi.


Ispirata alle fotografie di Pietro Donzelli 

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mercoledì 17 maggio 2017

I de Saavedra






Per primo Hernando Arias,
mezzo creolo, de Saavedra,
che spostò la cattedrale
da reggente in Buenos Aires
e Diego, l’antimachiavelli:
scrisse de Saavedra dell’idea
estetica di prìncipi credenti,
puri e mondati dal demonio

del raggiro e sì cristiani.
Venne poi Francisco,
dall’Andalusia, di sangue
rimestato coi Grimaldi,
giovane in Algeri battagliò,
indi, per meriti promosso
al governo dell’Avana,
puranche visse gli ozi

dei caldi giamaicani.
Giunse Ángel de Saavedra,
anche detto il Duca di Rivas,
scrisse Leyendas e Romances,
liberale che sfidò Napoleone,
poi, nell’evo modernissimo,
d’Itria e recente si palesa
Tonio Lillo-Tarì de Saavedra.

(scritta su invito di Vitantonio Lillo-Tarì de Saavedra)

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