sabato 24 settembre 2016

Transumanza



Scendendo le alture
s’incrociò le vacche
transumanti e ligie,
che nei climi amalgamati
nobili ancora nutrono
ideali di stagione,
intuiscono la dritta,
battono le trame,
annusano tutti
i ramicelli evolutivi,
che fondano il piglio
anche del mandriano
immite e questi sferza
pure l’ultimo, il piccolo
che si volge al padrone,
il vitello, che non sia d'oro.

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martedì 13 settembre 2016

Epiloghi





 
L’epilogo di “Une Vie”
ci disvelò lampante
l’ovvio equilibrio
dei bilanci, dei calcoli
comodi i chiari sensi
medianti e lo leggemmo,
primo, all’abitudine
d’anticipare le fosse
adusi e impenitenti.
“Anche lo stagno
puro è limaccioso!”
osservi e ciò pacifica
il romanzo d’ogni risma,
l’appendice di Gil Blas,
il paradosso per cui
“è finita la morte”,
si disse Ivan Il'ič,
la parabola del quale
imboccammo a tutto
malgrado dal trapasso.

giovedì 8 settembre 2016

In memoria di C. F.



Con flemma e ovunque,
fumavi dentro i bagni
dell’Istituto e scappati
dalla scuola, o al treno
diretti in città e laggiù,
dove scarna si allestiva
la tragedia dell’Alfieri,
contraemmo il diavolo
sul marciapiedi;
al formicolare pensoso
del corso milanese
giocammo a scansare
i passanti a cui sbattevi
in faccia il ghigno e lo spinello,
nel mentre Filippo roso
dall’odio accusava il figlio
d’apprezzare i fiamminghi.

Poi, fratello adorato
e dissolto s’abbatté
il maglio spaventoso
della tua non esistenza;
cogl’anni sopportammo
il vederti discreto e trasparente
abitare il tempo dei luoghi
familiari, che balzella
fosforescente al ritmo
allegro della memoria.
Traslucido rivieni,
fuggevole nel lampo
ti stagli dinnanzi al tuo
perpetuo stato e decadi,
mentre noi diveniamo
ancora e ancora, sempre
tu d’allora permani.

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martedì 30 agosto 2016

Tarkovskij



[fonte

A ristorarci nella Piazza
delle Sorgenti gustammo
vino rosso e pici,
e meglio avremmo fatto
credo ad emulare
non le penitenze
di Santa Caterina
ma il respiro suo,
l’assimilare il genio
delle Naiadi che spande
il fumo vaporoso e guaritore;
immobili e cotti,
nella piscina rispettosi
del voto al matto di Gorčakov.

lunedì 22 agosto 2016

Kàlos






Lo sconvenevole frullio
della pernice in volo
appare un flato,
tanto ch’ella preferisce
un pudico e presto
sciolto zampettare,
a compatire di Kàlos
la vertigine in caduta,
dall’Acropoli gettato.

***
La Dea benevolmente
in pernice mutò
il ragazzo prima
dell’orrido schianto;
fatta la ruota
del vasaio ed il cesello,
la sega osservando
la lisca di pesce
ed il compasso,
nello zio architetto
cieco accese l’astio.

***
L’orrore uguale
fu iscritto nel nume,
la nemesi Dedalo attese.
Da Creta a volare
ressero uccelli artigiani
alla giusta distanza
dall’astro e dal mare,
ma improvvido Icaro
s’alzò verso il sole:
s’ammolla la cera,
si spiumano braccia,
un sibilo frusciano
gli scheletri d’ali,
fischiano invano
gesti le stecche,
smaniano i piedi
il suolo che l’aria
tagliano ancora,
si tronca il respiro,
si spappola il cuore,
precipita il giovane,
lo scioglie pacifico
il mito nel sale.

sabato 13 agosto 2016

Merli



[foto di Edmondo Rizzo]


Pugna mia madre
contro i merli l'inverno
e leggo che Aristotele
li vide al gelo strepitare,
modulare il fischio,
a spezzar pensieri
nel peripato intimo
e da noi, dice che raspano
dai vasi il terriccio e lordano
frugando nel freddo patìo,
intorno al faggio nano.
Sono tronfi nel giardino,
quando sbatte la tovaglia,
lo dispone la natura
per le bestie e guardingo,
dall’acero il pettirosso sospira
al suo cospetto primavera.


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