martedì 12 dicembre 2017

Immacolatella






A scansare i denti
della notte, della volpe
rossa e del tasso,
impegnata dormì
sotto al tumulo
di pietra nei castagni,
e prima drizzate,
rigide le zampe al sole,
protese trovatella.

Fossi pittore,
la ritrarrei al trapasso,
poiché Turner espirò
“il sole è Dio”
e lei viva scansò
- da “L’isola di Arturo” –
pur vergine il nome
d’Immacolatella.


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martedì 5 dicembre 2017

Poesie marine - III



E' una serie di poesie scritte ispirandomi alle foto di Giovanni Cecchinato (le trovate qui: Costa Adriatica Nord - Liquido confine).

III.
 
S’ergono i bastioni
e nemmeno possiamo,
nel senso letterale,
paventare il nemico.
La duna artificiale,
ricoperta dai teli,
difende le spiagge
dal padre, e costui,
che inghiotte come Crono
i figli minacciosi,
dalle creme solari difende
il potere stabilito.


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martedì 28 novembre 2017

Poesie marine - II


E' una serie di poesie scritte ispirandomi alle foto di Giovanni Cecchinato (le trovate qui: Costa Adriatica Nord - Liquido confine).

II.

Le procelle invernali
(orfane del gioco estivo
di travolgere e succhiare  
al largo gl’uomini e le navi)
a svellere s’appagano
le strutture dei lidi.

Vano il patteggiare
dell’uomo col mare;
ogni cosa sulla costa
traballa, tentenna,
s’aggiusta e dunque,
rinforzata, trema.

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mercoledì 22 novembre 2017

I galli combattenti





I galli combattenti
sono fiamme convulse:
balzano increstati,
scomposti si cavano
i bulbi, nelle terre
tue (laggiù, d'eccessi)
si scannano, incitati.

***

Il bollore sanguigno
vivente lo domano
le piogge di mesi:
stremano gli angeli,
alvei nuovi scavano
piste come ferite
da taglio sui costoni.

***

Al tuo defilare
- è di palpito caldo
sintesi e d'algore - 
si fiuta frullo d'ali, 
di gabbie clangore,
riscatto e nemesi,
degli aperti eremi
l'impensabili vette e burroni.

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martedì 21 novembre 2017

Poesie marine


E' una serie di poesie scritte ispirandomi alle foto di Giovanni Cecchinato (le trovate qui: Costa Adriatica Nord - Liquido confine).

I.

Quando caccia il mare
la peluria di bruma,
e carezza le sabbie
svogliato di mattina, 
c’intenerisce e dondola,
con sciacquii di respiro
assonnato, cullato,
e s’inclinano appena 
i gusci di telline, i radi 
ciottoli che piano,
nell’impasto della spiaggia,
producono la sabbia. 

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domenica 12 novembre 2017

sabato 7 ottobre 2017

Europa



Sui monoteisti tutti,
vegliano Dèi rigorosi
(li si dice indifferenti):  
nemmai ch'essi vìolino
i murati confini
del libero arbitrio.

Giansenio intuì
la presenza d'arcano
e muto algoritmo
- concede la grazia e fortune -
ma l'inconosciuto
conto s'annida
laddove obbediente
l'uccise la peste.

C'è chi tenta l’Europa
e pinge la prua
con l’occhio apotropaico,
stringe forte la Mano di Alo,
supplica i cinque
libri o pilastri,
scolpisce i quattro
cerchi concentrici greci,
e ignora che il male
respinto non è
l’intento dell'uomo.

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martedì 3 ottobre 2017

Autunno lecchese


FOTOGRAFIA © DANIELE RIVA


La mia casa è umida;
poco è chiaro perché
l’acqua non leghi alle stagioni,
onora nessun rito
rugiade e galaverne,
nei borghi che siamo,
paeselli coricati, brevi,
luoghi, lungo il fiume,
minori manzoniani.


I batraci che cantano
alla pozza d’estate,
si credevano impasto
di forma e di fanghi
e d’altri sedimenti
dei frequentissimi avi,
morire per cui, soltanto
risponde all’affondare,
il quiescere nel freddo
si distingue dal risveglio.


Il salce gigantesco,
- all’occhio tuo digiuno,
agguaglia l’eucalipto -
oltre lo stagno è nudo
e troppo dista il fiume;
ripiegò assetato il seme
piuttosto ai fontanili.
Febbrifugo, le polveri
bevo io, ch’entrambi siamo 
ai mali dell’umido inclini.


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sabato 30 settembre 2017

Leibniz




Tu l'affermi, o l'hai sognato,
persuaso che la rada
di Lisbona fu creata,
per annegarvi il cuore
d'anabattista buono,
colui che trasse d'impacci
Candido e che il giorno
e l'ora stabilita nel migliore
dei mondi scivolò
nel mare sbattuto
da scritta ecatombe,
che lui non cerca
come un medico il male,

ma l'incontra necessario.

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mercoledì 13 settembre 2017

Aratri




Al morire dell'estate,
nel campo sonnolento
- fa d'oppio la maggese -
che s'apre dietro casa,
spaesata e buffa posa,
dei duttili gabbiani,
un'avanguardia nuova.

Ignuno fiutò mari,
ma lezzi di concimi
dell'agro e lordure;
saggiano temperie
nei luoghi e piantano
forse gli avamposti,
sogni di crassi prati,
precorsi dall’autunno
e infranti dagl’aratri.


Liquido confine II


Liquido confine, di Giovanni Cecchinato.
Qui la seconda puntata.

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venerdì 8 settembre 2017

Liquido confine




Ho scritto delle poesie, ispirate ad un progetto fotografico di Giovanni Cecchinato.
Un lavoro sul litorale nord-adriatico (si chiama "Liquido Confine"), qui trovate la prima delle poesie.
Grazie Giovanni!


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